17) Hegel. Rappresentazione e concetto .

Secondo Hegel la filosofia si esprime attraverso il concetto, la
religione attraverso la rappresentazione. Ma l'obiettivo a cui
entrambe tendono  il medesimo: la verit. Quindi il contenuto 
lo stesso, cambia solo la forma. Hegel osserva che i
fraintendimenti nascono quando si confonde la forma (la
rappresentazione) col contenuto. Egli passa poi ad esaminare la
forma della rappresentazione e la definisce una mescolanza
spuria di pensiero e di elementi sensibili, di tempo e di
eternit.
G. W. F. Hegel, Lezioni sulla filosofia della religione 1, 3, 2
(pagine 458-459).

Su ci si fonda la differenza tra filosofia e religione. La
filosofia  l'attivit che converte nella forma del concetto
quello che  nella forma della rappresentazione. Il contenuto  lo
stesso, deve essere lo stesso ossia  la verit. Essa  questo
contenuto per lo spirito del mondo in genere, per lo spirito
dell'uomo. Questo sostanziale pu non essere differente per
l'uomo, sia che si tratti, da una parte, della rappresentazione o,
dall'altra parte, dell'intelligenza; ma in quanto l'uomo pensa, e
il bisogno di pensare  essenziale per l'uomo, questo contenuto si
converte nella forma del pensiero, dunque  tramutato nel
concetto. Sorge allora la difficolt di separare in un contenuto
quello che  il contenuto come tale, ossia il pensiero, da ci che
appartiene alla rappresentazione come tale. I rimproveri che si
fanno alla filosofia, si riducono a questo: che essa spoglia le
forme che appartengono alla rappresentazione. Questo  il punto
generale. Nei confronti della religione compito proprio della
filosofia  l'elevare il contenuto assoluto, che  nella
rappresentazione della religione, nella forma del pensiero. Il
contenuto della religione e della filosofia  lo stesso e non pu
essere differente, poich non esistono due autocoscienze dello
spirito assoluto, che potrebbero avere un contenuto differente o
opposto; le differenze perci sono della forma. Di ci non si
rende conto la coscienza comune; perch per essa la verit 
legata a queste determinazioni della rappresentazione; la
coscienza comune opina che tolta questa viene tolto completamente
anche il contenuto. Ci pu certamente avvenire e avviene anche
spesso; pu essere che una filosofia abbia un contenuto diverso
dal contenuto religioso di una particolare religione. Abitualmente
per si prende anche quella trasformazione, traduzione, per
cambiamento, distruzione. Qui dobbiamo considerare pi da vicino
questi momenti, ci che appartiene al modo della rappresentazione
e ci che appartiene a quello della filosofia.
Le forme del rapporto, quali esistono nella religione, possono
essere sostituite e vengono sostituite da altre nella filosofia.
Ma la filosofia viene cos opposta alla religione solo quando si
astrae dal contenuto che  in s e per s, e quando si prendono al
contrario nella religione le forme come l'essenziale. In quanto
dunque nelle religioni positive queste forme sono considerate come
essenziali, sembra che la filosofia combatta la religione [_].
La rappresentazione ha sempre figurazioni pi o meno sensibili;
essa si trova tra la sensazione immediata, sensibile e il pensiero
propriamente detto. Il contenuto  di specie sensibile, ma vi si 
gi introdotto il pensiero che per non ha ancora permeato di s
il contenuto e non lo ha ancora sopraffatto. La rappresentazione
non  il prendere il sensibile come singolo e immediato, ma essa
ha gi compreso il sensibile singolo nella sua universalit, nella
sua interiorit spirituale. Tuttavia essa  conscia di questa
interiorit e universalit che  ancora nella forma della
singolarit e del sensibile. Perci il rappresentato ha in s
ancora spazialit e temporalit; non  ancora capace di liberarsi
dal naturale; perch esso stesso  il naturale preso nella sua
universalit e questa stessa universalit  ancora nella forma
della sua naturalit. Vi  gi il pensiero ma altrettanto vi 
ancora il sensibile nel pensiero, cos che ne vien fuori una
mescolanza spuria. La rappresentazione si serve perci facilmente
di espressioni figurate, analogie o modi indeterminati; una simile
rappresentazione  per esempio la generazione del Figlio
nell'eternit [_].
Nella religione vi  una narrazione; dapprima vi  il contenuto
astratto, il suo concreto compimento appare come una cosa naturale
e perci come un accaduto nel tempo. Quello che  essenzialmente
momento della vita di Dio appare in forma figurata, come cosa
accaduta nel tempo e ogni nuovo momento del contenuto determinato
sembra succedersi nel tempo. Solo nel pensiero concettuale si
palesa l'interiorit, l'in s della connessione, la sua vera unit
che penetrandosi eternamente, si rivela solo al pensiero che
concepisce.
G. W. F. Hegel, Lezioni sulla filosofia della religione, Laterza,
Bari, 1983, vol primo, pagine 264-267.
